mercoledì 15 aprile 2015

OPERAZIONE "ECLISSE"

Buon pomeriggio cari disadattoidi!
E benvenuti a un nuovo post "a sé", staccato rispetto alla normale "programmazione" del blog: è solo un caso che ne scriva così tanti, non vi allarmate, non ho improvvisamente imparato come si tiene bene una piattaforma digitale.
E' solo un caso, è vero... ma la scrittura di questo post è qualcosa che volevo fare da un po', e che probabilmente avrei dovuto fare prima forse; subito giù la maschera, questo è uno spudoratissimo post pubblicitario, cosa che sapete bene quanto poco mi piaccia, ma alla fine dei conti vi sto presentando qualcosa per cui vale veramente la pena, che ha un senso e un valore veri e propri, quindi che male c'è?


Il progetto di cui vi voglio parlare è "Eclisse", una fanzine autoprodotta assemblata e curata da un gigantesco ansemble di autori (appartenenti ai campi artistici più diversi) per lo più provenienti dal Piemonte, anche se qualche elemento si trova attualmente un po' sparso in giro per il nostro bel Pianeta Blu; la fanzine procede ormai da 8 numeri, ognuno con una tematica differente, tre dei quali hanno visto la mia personalissima collaborazione con altrettanti racconti brevi/brevissimi incentrati sui temi "Naso", "Polipo" e "Robot" (che, peraltro, potete trovare su Scribd cercando "simonegiraudi").
Sono venuto a conoscenza del progetto circa due anni fa, pochi mesi prima di aprire il blog, e ho trovato da parte del "direttivo" un atteggiamento assolutamente aperto e propositivo, quello necessario per imbastire la collaborazione: ed è lavorandoci "dentro" che ho capito non solo quanto il lavoro di squadra che sta dietro un vero collettivo di autori sia un'esperienza formativa davvero preziosa, ma anche quanto il progetto in sé fosse meritevole di ben più attenzione di quella che riceve attualmente.
Direi però di lasciare la parola a chi, in Eclisse, c'è dentro da più tempo di me.
Ho chiesto a Giulia Hepburn (talentuosissima fotografa e art director di Eclisse), di spiegare un po' come è nata l'idea di creare una "fanzine tematica contenitore".

L'idea base di Eclisse è nata una domenica insieme a Tania Piccolo (lei stessa parte del collettivo con lo pseudonimo di Storm Neverland). Eravamo sedute al tavolo della sua cucina, io stavo sfogliando una rivista, e ci siamo messe a parlare di quanto sarebbe stato bello avere una  rivista per gente che fa cose artistiche, in modo da dare spazio quante più persone possibile. Spesso abbiamo molte idee balzane, ma quella di Eclisse è rimasta viva: è stata Tania a pensare al nome, che è nato proprio in concomitanza con l'idea del magazine. Abbiamo iniziato a contattare le persone che, secondo noi, avrebbero voluto partecipare attivamente, abbiamo fatto diverse riunioni per metterci d'accordo ed affrontare le varie problematiche e prima che ce ne potessimo davvero accorgere, il primo numero era pronto. Abbiamo deciso di pubblicarlo online per vedere che che effetto avrebbe creato sul pubblico, e almeno la curiosità l'abbiamo riscontrata... con il passare del tempo siamo passati a un tipo di rilegatura a mano molto particolare, più complicata da realizzare, ma che ci permette di risaltare rispetto ad altre fanzine. Per ora, seppur con qualche sacrificio, questa "avventura" sta proseguendo... il motore principale è la forza, la motivazione, del gruppo creativo stesso: finché ci sarà questa, continueremo ad avere un mezzo per far sapere al mondo che ci siamo anche noi!

Passione, quindi.
La stessa parola d'ordine di qualunque autoproduzione: nessuno crederà mai nel progetto più di chi si sbatte per lavorarci, ed è normale e giusto che sia così.
Ma una mano, un riscontro se volete, è sempre ben accetto e ovviamente fondamentale.
Eclisse, in ogni caso, è un progetto ben definito e gestito con profonda serietà, che si pone obbiettivi ambiziosi ma (forse) realizzabili; di questo, ne ho parlato con Luca "Malkamok" Romano, editor di Eclisse... e anche del mio NSD, tanto per non farsi mancare nulla.

Uno dei traguardi finali più ovvi è riuscire ad elevare Eclisse dal suo status di fanzine ad un magazine vero e proprio; è un passaggio non da poco, che rivoluzionerebbe in  una certa misura tutti gli aspetti dell'attuale rivista, che presenta notevoli criticità: ricordo con molto affetto una vecchia rivista di narrativa macabra e fantastica intitolata "Strane Storie", di cui conservo gelosamente tutti i numeri e che identifico, nella mia esperienza soggettiva, un po' come l'antenato spirituale di Eclisse. Beh, Strane Storie ha avuto una travagliata vita editoriale di "soli" 10 numeri, sfortunatamente, e questa debacle editoriale, con tutto l'onore al merito che si possa  giustamente attribuirle, mi ha reso molto guardingo verso la fattibilità di una versione cartacea di un magazine come Eclisse con ampia distribuzione nazionale. 
Certo, considerato che Eclisse è un progetto in costante evoluzione, non ritengo impossibile che un giorno ci si arrivi, ma allo stato attuale dei fatti è quantomeno un azzardo. Trovo interessante piuttosto cercare di esplorare, in maniera ragionata, i nuovi mercati che l'era digitale ha aperto, puntando a creare una nicchia di affezionati lettori anche oltre i confini nazionali. Del resto l'idea di portare Eclisse sul web come rivista online era stata più volte accarezzata già in passato, e ogni volta che ci ripensiamo ci sono  nuovi fattori che la rendono più realizzabile, facendoci sperare di vederla presto trasformata in realtà.

Aiutare i progetti come Eclisse, i progetti autoprodotti, motivati principalmente dalla passione, è l'unico modo per dimostrare che si continua a dare importanza alla cultura e alle forme di espressione artistica, è uno schiaffo all'intero sistema di fruizione della cultura e dell'arte, che continua a farci credere in una "libera scelta" dettata unicamente dalle logiche di mercato e dalla pubblicità.
E non sto esagerando: il "lettore medio" esiste soltanto perché permette chi di dovere di identificarlo in questo modo, pensateci.
I ho quasi 24 anni, e forse è un po' tardi per continuare ad avere una visione del mondo così "punk", ma sinceramente ne ho le palle piene di fruire sempre dello stesso tipo di arte solo perché ho paura di cambiare la mia prospettiva, di guardare il mondo con occhi diversi... e se, dopo le prime esperienze, continuo a dare man forte per come mi è possibile a un progetto come Eclisse, è perché so, spero e credo di non essere l'unico a coltivare questo pensiero.
Nelle fiere di Comics o di letteratura (almeno in quelle piemontesi, per ora) provate a cercare le sezioni delle autoproduzioni, quelle che adesso vengono definite "aree self": non è difficile trovarle, di solito dovete soltanto andare qualche metro più oltre quell'angolino buio che credete essere la fine della fiera stessa. Provate a cercare i banchi, e guardate le persone che ci stanno dietro; sono dei poveri disgraziati come voi, che cercano soltanto un modo di esprimersi... non professori in giacca e pantaloni a coste che vogliono insegnarvi qualcosa sulla vita dall'alto di qualche cazzo di esperienza non ben definita!
Chi ha scelto una strada come questa rimane sempre a stretto contatto con i (potenziali) lettori, e questa è una cosa fantastica da valorizzare e difendere, non un limite o qualcosa di cui vergognarsi.


Non so se Eclisse continuerà ad uscire nella sua peculiare traduzione stampata, oppure se passerà al digitale: so solo che, se tutto continua così, troverete sicuramente qualcosa di mio all'interno, assieme al meglio che sono riusciti a dare gli altri ragazzi con illustrazioni, poesie, articoli e quant'altro.
Se un po' vi fidate di me, sapete che è roba che vale.
Il magazine vero e proprio di Eclisse, invece, lo troverete sicuramente questo venerdì, sabato e domenica all'edizione 2015 di TorinoComics con nientemeno che due numeri nuovi nuovi, proprio nell'area dedicata alle autopubblicazioni: sabato e domenica ci sarò anche io, probabilmente con qualche copia di NULLA SI DISTRUGGE  e SEIOCCHI pronta per chi ancora ha una vita da rovinare.

Noi ci sentiamo prestissimo!

Simone


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