martedì 21 aprile 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #9 - La scelta del service editoriale

Un saluto a tutti voi, che state belli tranquilli dall'altra parte dello schermo!
E benvenuti al penultimo appuntamento con il BLOGTOUR di NULLA SI DISTRUGGE: la piccola rubrica settimanale in cui parlo con il mio solito grado di superficialità di alcuni aspetti del mio ultimo lavoro autoprodotto, un racconto lungo fantascientifico.
Ebbene sì, siamo quasi arrivati al termine di questa avventura... siete felici? Siete tristi? Siete medi?
Prima di effettuare un viaggio nel boschetto della vostra fantasia, però, beccatevi sto post che si fa più veloci del solito, stavolta.


Da come avrete argutamente evinto dal titolo, oggi si continua un po' a parlare delle autoproduzioni,  ma spostandoci su quei programmi e servizi che possono andare ad aiutare gli autori autoprodotti a realizzare un prodotto piùmmmigliore.
Di servizi del genere, capaci di offrire, editing, impaginazione, stampa e (alle volte) promozione, ce ne sono diversi e di assolutamente quotati: ciascuno di loro è un modo (non tra i migliori, ma non credo nemmeno ce ne siano, di migliori), per un autore udeground, di far arrivare le proprie opere agli sfortunati che decidono di trascorrere del tempo con esse. Tutte le operazioni che offrono, ovviamente, hanno un costo, e nessuna di esse è vincolante: io, per esempio, ho provveduto da solo a editing e impaginazione di NSD, evitandomi quella spesa aggiuntiva per andare a pagare soltanto la stampa di qualche copia cartacea.
Prima di fare questo, però, la ricerca è stata dura... ma grazie ai forum di autori emergenti/indipendenti anche meno lunga di quanto avessi preventivato; l'etere è generalmente convinto che i servizi di questo tipo migliori siano Lulu, Youcanprint e Narcissus.
Le differenze, tra i primi due, sono praticamente irrisorie, mentre Narcissus viene utilizzato per lo più per creare e vendere ebook (una strada che ho solo cominciato a percorrere con NSD, ma che molto probabilmente imboccherò appieno dalla mia prossima produzione); tra Lulu e Youcanprint, dato che si tratta di una realtà italiana in ascesa, ho deciso di preferire il secondo.
Youcanprint è, nel Belpaese, la piattaforma più utilizzata e offre una gran quantità di potenziali sbocchi per un autore indipendente (una facile reperibilità su tutti gli store online, digitali e cartacei, la possibilità di far arrivare il libro in più di 4mila librerie italiane, un gruppo di persone affabili e capaci di venire incontro alle esigenze anche di un maniaco del controllo come il sottoscritto), ma i costi sono più elevati di altri servizi; offre un sostegno importante all'autore e al suo (eventuale) pubblico, ma allo stesso tempo risulta essere non gestita in modo ottimale, con troppa confusione e una bella dose di burocrazia che non guasta mai per far saltare i nervi alle persone.
Quest'ultimo aspetto, in realtà, sta rapidamente rientrando... ma comunque si può ancora riscontrare.
Youcanprint è, insomma, "soltanto" una base attraverso la quale permettere a chi intende comprare il racconto di poterlo fare: per questo dicevo che, nonostante l'esistenza di questi servizi, in realtà l'autoproduzione continua a rimanere per lo più in mano all'autore. In particolar modo, la promozione del prodotto, che è poi l'unica, reale differenza  tra le produzioni "indi" e il resto della roba che si trova sugli scaffali.
Il punto è, quindi: dopo tre mesi di vita di NSD, se tornassi indietro sceglierei ancora Youcanprint?
Sinceramente, non lo so.
Ma non tanto per i (piccoli) disagi generalizzati, ma per motivi personali di cui parlerò la prossima volta, nell'ultima puntata del BLOGTOUR. In definitiva è probabile continuerei ad affidarmi a loro... ma in modo sensibilmente diverso.


La campanella è suonata, il post è terminato.
Noi ci si vede la prossima settimana per il "gran" finale: intanto beccatevi "It's my life" dei The Animals, che male non fa mai.

A presto,
Simone


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