lunedì 27 aprile 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #10 - Season Finale

Un caldo abbraccio a tutti quegli scansafatiche che sono in questo momento dall'altra parte dello schermo! E benvenuti all'ultimo appuntamento con l'intenso quanto superficiale viaggio all'interno di NULLA SI DISTRUGGE, il mio nuovo racconto breve disponibile sia in formato cartaceo che in quello ebook su tutti gli store di questo mondo e di quell'altro.
Sì, lo so. Siamo tutti tristi perché il BLOGTOUR, più seguito di quanto mi aspettassi, è arrivato al termine della propria breve esistenza; ma alla fine della fiera i viaggi sono fondamentalmente belli per due cose principalmente: la partenza e l'arrivo.
Ogni viaggio deve avere una fine, perché altrimenti non è possibile comprendere gli effetti che ha avuto su chi l'ha compiuto... e ce ne sono sempre, che siano positivi o negativi. Ovviamente, spero che portare a termine questo vi abbia lasciato qualcosa di bello, ma non si può mai sapere.

Allora allora, nonostante le apparenze, è stato un cammino bello lungo quello che abbiamo fatto all'interno del racconto e di ciò che l'ha portato alla nascita e alla diffusione.
Abbiamo analizzato quale idea si trovi dietro la narrazione, e cioé la mia personale sul concetto di morte, che cosa abbia fatto scaturire il processo creativo, sotto quali diverse fasi sia passato NULLA SI DISTRUGGE nel corso dei due anni e mezzo che ho impiegato per vederlo pubblicato: da sceneggiatura per una storia breve a fumetti, a racconto lungo.
Vi ho poi parlato di come e perché abbia scelto il titolo e di come e perché abbia realizzato la copertina, due passaggi fondamentali per la creazione fisica del libro stesso, che spesso diverse persone guardano con pochissimo interesse ma che invece (soprattutto in senso commerciale) hanno un peso non indifferente. Titolo, copertina e idea di fondo ci hanno poi portati a parlare un po' della scelta del genere e del mezzo espressivo, ovvero, sostanzialmente, vi ho spiegato perché abbia deciso di scrivere un racconto breve di genere fantascientifico (due scelte una più controproducente dell'altra... sempre parlando in senso commerciale): posso solo sperare che, nell'addentrarmi in questi argomenti, i miei vaneggiamenti su tasteria siano riusciti a darvi realmente il senso mio personale.
Infine, mi sono spostato un po' sul piano tecnico e vi ho parlato del perché abbia scelto di autoprodurmi, e in particolare di farlo attraverso il service Youcanprint; magari questa parte non fregava un cazzo a nessuno, ma mi sentivo comunque in dovere di farla... sai mai che qualche "collega", ancora indeciso se autopubblicarsi o meno, possa prendere le mie parole per buone e acquistare un po' di coraggio.

Questi, più o meno, i temi che abbiamo toccato. Lo ripeto: in ciascuna tappa del BLOGTOUR sono stato il più possibile conciso e sbrigativo, ho soltanto espresso le mie opinioni e di certo quello che ho fatto non è niente di diverso da una chiacchierata fra amici telematica, ma nel caso voleste saperlo, mi ha fatto molto piacere farla.
Non ho idea, davvero, se sia servita o meno per aumentare in qualche modo il bacino dei miei lettori, oppure se abbia convinto quelli già esistenti a darmi qualche altra chance in futuro... non lo so. E, sinceramente, ho un po' paura della risposta, qualunque essa sia. Quello che so, però, è che ogni volta che ho la possibilità di dire la mia su qualcosa di cui penso di saperne un minimo, lo faccio. Ma, quando hai qualcuno che ti ascolta e magari anche senza condividere quel che dici ti sostiene, beh, è tutta un'altra cosa.
Quindi non posso che ringraziare ciascuno di voi.
Chi ha letto tutte le tappe e chi soltanto una, chi ha condiviso gli aggiornamenti e i link, chi ha messo un "Mi piace", un "+1" oppure ancora una qualsiasi altra dimostrazione di apparezzamento nel mondo dei social network, chi mi ha fatto i complimenti a voce, oppure chi l'ha fatto silenziosamente. Non siete molti. Forse non lo sarete mai, ma non me ne frega poi molto: ormai lo sapete, faccio quel che faccio per altri motivi. Nel corso dell'ultimo Torino Comics (e no, non farò un post sulla fiera, sarebbe soltanto una sequela di insulti), un ragazzo che ha comprato e letto NULLA SI DISTRUGGE è venuto allo stand di Eclisse a parlarmi.
"Ho letto il libro nuovo", mi ha detto, "Tanta roba". "Tanta roba", capite? E' solo una goccia nell'oceano, ma non mi serve altro.

Bene, basta anche con i sentimentalismi: questa volta vi saluto per davvero, e non vi darò appuntamento a nessuna nuova puntata del BLOGTOUR.
Per CONATI DI ANIMA il futuro vede la probabile ripresa dei racconti mensili e della rubrica di "recensioni-flash" ALTRI CONATI, come anche qualche sporadico appuntamento con qualcosa di nuovo e mai visto/letto. Come sempre, qualunque cosa interessi me e la scrittura verrà comunque riportata sulla mia pagina facebook personale e "da autore": quando non vedrete aggiornamenti per un po', iniziate a preoccuparvi, ma fino a quel momento continuate a condividere e spolliciare e diffondere, che qui in qualche modo si deve mangiare.
Per finire, la canzone. Quale poteva adattarsi meglio alla fine del nostro viaggio, se non quella che le ha dato inizio? Ecco a voi, di nuovo, "The Passenger", Iggy Pop.

A presto,
Simone


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