lunedì 9 marzo 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #5 - L'idea

Un caldo benvenuto a tutti quelli che, chissà per quale ragione, stanno leggendo anche questo nuovo appuntamento con il BLOGTOUR di CONATI DI ANIMA!
Grazie, non dovevate. O forse sì.
In ogni caso siamo ormai a metà del nostro viaggio... come passa veloce il tempo quando ci si diverte, eh?!
Eh. Già. Eh.
Bene, direi di iniziare, e di smetterla con gli stupidi preamboli che impone l'educazione; oggi, come ho detto nell'ultima puntata, si inizia a fare davvero sul serio, perché si parla dell'idea.


Definire che cosa sia un'idea, è quanto di più complesso esista al mondo.
Davvero, provateci: è difficile!
Questo perché, credo, le idee siano alla base della nostra concezione di realtà; sono un motore, un'energia, dalla provenienza e dal carattere del tutto inspiegabile, che sta dietro tutto ciò che esista nel mondo fisico, e non soltanto. O almeno, questa è "l'idea di idea" valida per me... se ne avete altre, fatevi avanti.
Visto che qui si parla di scrittura, però, smettiamo di guardare all'idea in senso generico e andiamo un po' più nel particolare.
Quando si parla di "idea", in scrittura creativa, si intende principalmente "ciò di cui parla il racconto/romanzo/libro"; attenzione, l'idea NON E' la trama dell'opera stessa, ma il concetto (o i concetti) che attraverso di essa si vogliono esprimere. Questo significa che l'idea è ben più importante della trama, che di fatto potrebbe anche non esserci: l'idea è il senso stesso della storia, nasconde il suo significato più profondo ed è quindi, semplicemente, fondamentale.
Per quel che mi riguarda, qui non ci sono scuse o opzioni secondarie.
L'idea (la cui ricerca e definizione non deve essere necessariamente all'inizio del processo creativo) è assolutamente necessaria in qualsiasi espressione artistica, e tutte le altre scelte stilistiche devono per forza di cose esserle subordinate... mai il contrario.
Nel caso di NSD, l'idea, il concetto che avevo intenzione di esprimere scrivendolo, riguardava il concetto della morte, i cambiamenti che incontriamo nel tentativo di accettarlo e superarlo.
Insomma: la morte, così come hanno tentato e tentano ancora di spiegarci filosofia e scienza, tra le altre cose, non è altro che un passaggio di stato tra due condizioni fisiche non così tanto differenti.
"Nulla si distrugge, tutto si trasforma", o "si conserva", se preferite.
Qualcuno potrebbe effettivamente trovare strano che un ragazzo con poco più di vent'anni scriva un racconto incentrato sulla morte. Un po' strano lo trovo anche io, quando ci penso.
Ma, come ho già spiegato proprio qui sul blog, NSD è nato da una straordinaria congiunzione astrale di "tempistica" e "volontà": in realtà, e non solo per un mero fattore anagrafico, sono convinto di non sono sicuro affatto di che cosa siano la morte, la vita e il dolore, ma quando (per ragioni del tutto indipendenti da te) vieni costretto a riflettere su tutto questo, non puoi evitare di costruirti una tua opinione personale. Sono le grandi domande della nostra razza, insomma, e penso che ciascun parere sia valido quanto quello degli altri, date certe condizioni di civiltà.
Ecco, semplicemente, che cos'è l'idea in letteratura, o forse in tutte le espressioni "artistiche" comunemente intese: un'opinione, più o meno mascherata.

In ogni caso, l'idea è sì assolutamente necessaria, nella realizzazione di un'espressione artistica, ma allo stesso tempo non è una lapide monolitica che non può essere scalfita o modificata.
Anzi, chiedete a qualche scrittore vero, ben più capace di me: probabilmente vi dirà che alcuni dei suoi lavori sono venuti fuori partendo da un'idea diversa, del tutto o in parte.
Il concetto alla base di NSD, quindi, è cambiato nel corso dei mesi di lavoro... o meglio, si è ampliato leggermente, andando a includere anche quella che nelle mie intenzioni dovrebbe essere una critica alla cultura occidentale (e con cultura intendo tutto ciò che ci rende quello che siamo, dal mangiare nei fast food allo sposarsi in chiesa), che per quel che mi riguarda si pone in un'ottica completamente errata nei confronti del concetto di morte, ovvero in due soli modi: demonizzandola, oppure esaltandola.
Questo sviluppo si è amalgamato con la necessità di dare un vero e proprio compimento al racconto (e, diciamocelo, con quella di allungarlo un poco), e ha preso posto all'interno dell'Epilogo... che oltre a sorprendervi mi piacerebbe vi facesse anche pensare per un secondo.
Sempre che abbia fatto un lavoro decente, e l'idea dietro NSD riesca ad arrivarvi.
Posso solo sperare di sì, giusto?


All right boys and girls, eccoci arrivati al termine di questa lunga carrellata, assolutamente superficiale, riguardante l'aspetto in assoluto più importante di tutto il processo creativo: l'idea.
Come sempre, se avete pareri, non esitate a scriverli qui sotto nei commenti... come anche le domande e i dubbi esistenziali.
Per chiudere, visto il tipo di idea che ho voluto esprimere in NSD, una delle canzoni più conosciute dei Blu Vertigo: "La Crisi".
Buon ascolto, e arrivederci al prossimo appuntamento con il BLOGTOUR, in cui cercherò di trattare di un argomento importante (quasi) quanto l'idea, ma molto più leggero: la scelta del genere!

A presto,
Simone


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