lunedì 2 marzo 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #4 - La copertina

Un caloroso saluto a tutti voi, mentecatti e mentecatte che credono di vivere nel "mondo reale"!
E benvenuti a questo quarto appuntamento con il BLOGTOUR dedicato a NULLA SI DISTRUGGE, il mio ultimo racconto breve edito con Youcanprint (per ogni altro dettaglio, leggete qui).
Nella nuova puntata che sta per partire, parleremo di un altro elemento che forse tanta gente considera secondario, come il titolo di cui abbiamo parlato la volta scorsa, ma che in realtà è tutt'altro... e cioè la copertina.
Bene, siete pronti?
Avete cancellato tutti gli impegni in programma nei prossimi 5 minuti?
Spero di sì. Per voi.



Diciamocelo: la copertina (di un libro, di un film, di un album) è il primo meccanismo pubblicitario, assieme al titolo. I due formano un insieme potente, destinato ad attrarre il lettore e a dare un'idea di cosa lo attende, un accenno del contenuto di ciò a cui si riferiscono.
Anche se consciamente, quindi, non ce ne rendiamo conto, sono immensamente importanti.
Alcuni, quelli che mi stanno sulle palle più di tutti gli altri esseri viventi del pianeta (sì, anche più delle galline!), direbbero che a conti fatti potrebbero essere addirittura più importanti del contenuto stesso dell'opera.
Nella mia testa, ovviamente, l'ultima affermazione è tutt'altro che vera; per me, la copertina deve, come il titolo, esemplificare il più possibile le caratteristiche del genere, della trama e dell'idea del libro in questione.
Negli anni, ovviamente, ai lettori sono state presentate un gran numero di copertine diverse per contenuto, formato, realizzazione e quant'altro, e questo rende ovviamente la copertina stessa il prodotto di un "processo creativo" parallelo rispetto a quello dell'opera che dovrebbe rappresentare: chiedete a chiunque abbia mai realizzato una copertina (o progettato di farlo), e questi vi dirà senza ombra di dubbio che farlo è stato complesso e appagante quasi quanto tutto il resto del lavoro.
Il percorso che ha portato alla realizzazione della copertina di NSD è stato un po' particolare.
Quando ho cominciato seriamente a pensarci avevo ormai ultimato le varie stesure, e deciso che, visto che in questo caso si trattava di un racconto privo di illustrazioni, avrei utilizzato non più un disegno (nonostante la gentile Vanessa Rubino si sia sempre dimostrata più che disposta ad abbandonare nelle mie mani uno dei suoi fantastici prodotti!), ma una fotografia.
Quale, però? E come trovarla?
Caso vuole che all'interno della redazione di TargatoCn (giornale online per cui ho cominciato a lavorare qualche mese prima di prendere la suddetta decisione) ci fosse, e ci sia ancora, la fotografa Lucia Mondini... un'ottima collaboratrice, collega e amica, prima che una professionista con le palle cubiche.
Dopo aver preso accordi con lei, che si è dimostrata una volta di più gentilissima e disponibilibilissima, ho cominciato a spogliare i suoi album fotografici (quello su facebook e quello sul suo sito personale), tenendo bene a mente ciò che stavo cercando per non farmi portare via dall'entusiasmo. Volevo un'immagine spoglia, semplice, minimale quasi, che desse l'idea di qualcosa di "freddo" (essendo NSD per la maggior parte del tempo narrata da un droide), di stabile, che però si trovasse anche sull'orlo di cedere a un qualche tipo di pressione "interna"... non proprio qualcosa di semplice da far saltare fuori, visto soprattutto che Lucia lavora molto spesso per fotomodelle.
Contro ogni pronostico (e fortunatamente, perché sono incredibilmente soddisfatto del risultato!) la foto è saltata fuori proprio dal sito internet di Lucia, una delle sue prime in assoluto, ritraente una porzione di una catena grigio opaco, arrugginita in diversi punti.
Semplicemente perfetta. Aveva, e ha, tutto quello che volevo e probabilmente anche qualcosa in più.
Ricevuta la fotografia in alta definizione, quindi, ho proceduto io stesso alla creazione della copertina, continuando a tenere a mente i concetti di "freddezza" e "semplicità"; per realizzarla, ho utilizzato un semplicissimo (ma davvero semplicissimo, date le mie scarse capacità con gli editor d'immagini) programma chiamato Inkscape, totalmente gratuito e con tutte le funzioni basilari del caso.
Quello che è venuto fuori, e che vi ripropongo sotto, penso rispecchi perfettamente quello che NSD è o vorrebbe essere, senza tralasciare (con la sua leggerezza quasi evanescente) la possibilità di attirare il pubblico. Oppure no, magari ce lo vedo solo io, ma tanto ormai è fatta.




Bene, direi che qui abbiamo finito.
Ho parlato di come intendo la copertina, di cosa volevo fosse quella di NSD, e di come sono arrivato a realizzarla: fatemi sapere che cosa ne pensate, della copertina stessa, oppure di tutto il discorso.
Io vi auguro una buona lettura e una buona settimana, e vi lascio con un'altra canzone perfettamente calzante per questo quarto appuntamento: "Cover", di Caparezza.
Dal prossimo, si inizia a fare sul serio... si parlerà dell'idea, dietro NSD.

A presto!

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