lunedì 23 febbraio 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #3 - Il titolo

Un saluto a chiunque ci sia dall'altra parte di questo sottile schermo!
E, qualunque sia la denominazione scientifica della vostra razza su questo pianetino, benvenuti alla terza puntata del BLOGTOUR di NULLA SI DISTRUGGE: il posto perfetto per scoprire un sacco di cose in merito al mio nuovo racconto lungo autopubblicato, mentre sei comodamente seduto/a alla tua scrivania, con Torrent o Emule aperto in sottofondo.
Puntata numero 3 della rubrica.
Wow. Chi credeva saremmo arrivati davvero così lontano?!
In questo nuovo appuntamento, come già avrete tutti compreso dal titolo... parlerò proprio di questo: del titolo di NULLA SI DISTRUGGE.
Un argomento minore? Oh, io non credo. E spero proprio di riuscire a farvi cambiare idea.
Sarò davvero rapido, questa volta, quindi spero abbiate l'accortezza di leggermi sul serio.
Pronti? Andiamo, allora!



Che cos'è un titolo, formalmente, lo sapete tutti.
Ne conoscete l'importanza, sapete bene che è la prima e principale pubblicità di una qualsiasi forma artistica (che sia un libro, una canzone, un quadro, una fotografia...) e, so che lo fate, solitamente lo sottovalutate, ricordandovi davvero un titolo soltanto quando è particolarmente forte, quando il suo significato è dirompente, rieccheggiante.
E fate bene, è una cosa normale, anche io faccio così!

Quel che forse non riuscite ad assimilare, è che la creazione del titolo non sia affatto una parte secondaria del processo creativo che porta alla nascita di un qualcosa di artistico, ma al contrario sia importante quanto tutte le altre; dare un titolo, dare un nome, al progetto è un momento fondamentale, a prescindere da quando si decida di farlo.
Non esistono delle vere e proprie "regole", per creare un titolo... e questo rende tutta la questione ancora più difficile, per quel che mi riguarda.
Ogni autore ha la propria versione, e l'unico discrimine possibile è il suo gusto personale; io, dal canto mio, non amo i titoli particolarmente lunghi (se dovessi proprio definire la cosa, direi 1/3 parole massimo), ma quel che tengo come punto di riferimento principale è soltanto il senso, l'idea che sta dietro al racconto. Insomma, in linea di massima mi va bene tutto finché il titolo contiene dentro di sé l'idea di base della narrazione, e credo che con NSD non ci sia poi molto da spiegare.

Ecco, soffermiamoci su NSD.
Perché ho scelto proprio questo titolo? Quando ho deciso di utilizzarlo?
Credo di aver accettato NSD come titolo nell'istante in cui ho "deciso" avrei parlato del concetto di morte nella nostra società; sapevo già sarebbe stato un racconto fantascientifico, ma mi interessava che il tema principale fosse qualcosa di "umano", di immediatamente percepibile dal lettore, che una volta compreso (forse) avrebbe potuto fargli dire "Ma certo! E' proprio così, e ho sempre avuto la risposta davanti agli occhi!".
Arrogante, da parte mia?
Sì, forse un po'. Ma ho deciso che l'arroganza sta nella mia colonna dei pregi personali.

Già che siamo qui che parliamo, sapete cosa mi piace molto?
Quando, in un racconto o in un libro, il titolo viene ripreso (almeno una volta) all'interno dell'opera... e non sto parlando delle saghe fantasy, che per nel 90% dei casi s'intitolano come il proprio protagonista!
Adoro quando succede questa cosa perché mi lascia la nettissima sensazione che il lavoro stesso sia compiuto, finito, modellato per bene: il titolo è sia espressione del senso di tutto il testo, sia una sua parte di esso, come tante altre. Fantastico, non credete?
Io dico di sì, e infatti troverete la stessa cosa all'interno di NSD, e spero possa dare anche a voi questa sensazione.
Se no, non ditemelo che sono suscettibile.



Bene, come vi avevo assicurato all'inizio, questa volta la disamina del tema è stata molto rapida... per vostra fortuna.
Che ne pensate di questo terzo appuntamento? Che ne pensate dei titoli?
Qual'è il vostro titolo preferito, oppure quelli che vi hanno colpito in qualche modo?
Scrivetemelo qui sotto, se volete, io giuro che leggero tutto quanto come se mi importasse davvero qualcosa!
In chiusura, vi lascio a una canzone semplicemente stupefacente: "Man gave name to all the animals", di Bob Dylan!


Noi ci risentiamo lunedì prossimo.
Passatevela bene, ok?

Simone





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