lunedì 16 febbraio 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #2 - la storia... nella storia

What's up, bitchez?
Un caloroso saluto da io, e benvenuti alla seconda puntata del BLOGTOUR dedicato a NULLA SI DISTRUGGE!
Come state, eh? Bene?
Vi siete ripresi dalla prima puntata introduttiva? Avete smesso di festeggiare perché per 10 settimane non avrete racconti brevi?
Io sì. Sì a tutte le domande.



Allora allora... questo secondo appuntamento ho preventivato parlasse di quando è nata l'idea che sta dietro a NULLA SI DISTRUGGE, e di come essa si sia evoluta fino a diventare ciò che ho deciso di far uscire: cercherò di essere sintetico ma completo, ma non vi assicuro nulla.

NULLA SI DISTRUGGE (che mi sono rotto di scrivere sempre tutto intero, quindi d'ora in avanti chiamerò "NSD") è nato nella primavera del 2013, alcuni mesi prima della mia decisione di concentrare, almeno per un po', le mie forze su questo blog e sulla narrativa breve autoprodotta.
Da un gruppo di autori di fumetti molto giovani, promettenti e capaci, mi era stato chiesto di buttare giù un tot di idee e soggetti per delle storie brevi, su cui creare poi una serie di sceneggiature; tra di esse si trovavano alcune righe che descrivevano una storia fantascientifica incentrata sul concetto di morte e ciclico sfruttamento della materia... proprio i temi principali di quello che sarebbe diventato NSD. Prima ancora, a dire la verità, la stessa ambientazione futuristica e aliena mi era balenata in mente per un progetto del tutto differente, con al centro l'amore e i rapporti interpersonali, ma non è niente che sia mai uscito dalla mia testa. E, forse, vi è andata bene.
"Ma quando è avvenuto il passaggio tra i due temi?", vi sento urlare al cielo d'inverno.
A dire la verità, non lo so.
E qui tocchiamo per la prima volta un tema di cui vedo le difficoltà pratiche di comprensione: che NSD dovesse parlare della morte, non sono stato io a deciderlo. So benissimo che sembra la classica "guappata d'autore", ma non saprei come altro spiegarlo; chi mi conosce sa bene che la morte, in questi ultimi 3 anni, è stata qualcosa con cui ho dovuto realmente fare i conti in modo personale... e penso che, anche senza rendermene conto, avessi bisogno di far uscire un po' di cose da dentro di me.
Cambiare il tema della storia è stato qualcosa di immediato e irresistibile, quasi un colpo di fulmine.
Avete mai pensato a quanto il "colpo di fulmine" sia contemporaneamente sinonimo d'amore e di terribile, dolorosissima, morte?

In ogni caso, non credo ci sia bisogno di spiegarlo, NSD non è mai uscito in forma di storia breve a fumetti, e la colpa è solamente mia. Mia, e del tipo di strada che ho deciso di intraprendere negli ultimi tempi; non me ne rammarico, ma è un dato di fatto.
Quando ho deciso di "mettere da parte" i miei progetti a fumetti, ho ovviamente messo da parte anche idea, sceneggiatura e soggetto di NSD: non che non lo considerassi più importante, come progetto, tutt'altro... semplicemente avevo bisogno di fare altro, di realizzare qualcosa che non fosse in alcun modo collegato a ciò che facevo prima.
Era l'estate del 2013.
Per tutto il primo anno di vita di questo blog, e nel periodo in cui con Vanessa Rubino stavamo programmando di realizzare e far uscire "SeiOcchi", la mia mente ogni tanto tornava a quel mondo fantascientifico e a quella parte di me che avevo cercato di espettorare, di cui avevo tentato di liberarmi. Con il senno di poi, non è difficile capire come stessi facendo quello che mi (e ci, in quanto umani) viene spesso troppo facile: temporeggiavo.
Non dico che sia stato un male, ma è un altro dato di fatto.

Poi, a un certo punto, qualcosa è cambiato.
Anche qui, non so dire cosa mi abbia spinto davvero a riprendere in mano NSD, a lavorarlo, a trasformarlo in un racconto... forse la necessità di comprendere quella parte di me, una volta buttata all'esterno. Chiunque vi dica che scrive perché CONOSCE qualcosa, e non per CONOSCERE qualcosa, vi dice grandi cazzate, credetemi.
Fatto sta che nel giro di 10 mesi circa ho completato una cosa come 5 stesure del racconto, di cui una completa (quindi sì, ho preso quello che avevo scritto, l'ho cancellato del tutto e l'ho riscritto da capo); ho aggiunto delle parti, come per esempio l'Epilogo (in origine totalmente assente, poi diventato semplicemente fondamentale per comprendere davvero il testo), ne ho tolte delle altre, ne ho modificate altre ancora e alla fine ho guardato quella ventina di pagine A4 che potevo considerare "definitive". Ovviamente, poi, ci sono state ancora un paio di altre stesure "post-editing", e di queste devo ringraziare Luca Romano del Collettivo Eclisse, ma più o meno era fatta.
Insomma, quello che ha portato alla nascita di NSD è stato un travaglio parecchio lungo e, tutto sommato, doloroso come poco altro all'interno della mia esistenza... ma ora, a prescindere da tutto, dalle vendite, dai possibili pareri dei lettori, sento di aver prodotto qualcosa nell'istante in cui avrei dovuto produrla, nell'istante cui, nel produrla, possedevo lo sguardo più giusto e autentico.
E non lo so, sarò io, ma è una cosa non così comune al giorno d'oggi, no?



Molto bene, cari mentecatti: eccoci arrivati alla fine anche della seconda tappa del viaggio.
Che ne dite di questo appuntamento? Continua a convincervi?
Vi interessa sentire qualcosa su come ho scritto NULLA SI DISTRUGGE oppure no?
Vi prego, ditemi di sì.
Come chiosa a questo secondo appuntamento, visto che si parla di storie, "Dirty Paws", degli Of Monsters and Man.


Noi, ci sentiamo lunedì prossimo.

Simone




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