lunedì 9 febbraio 2015

NULLA SI DISTRUGGE: BLOGTOUR #1 - introduzione

Un caloroso saluto a tutti voi che, per qualche ragione che condivido pur senza comprenderla, siete dall'altra parte dello schermo anche in questo 2015!
E benvenuti a un appuntamento nuovo di pacca qui su CdA... qualcosa che non solo non ha mai trovato posto in questi pixel, ma anche che non è così consueto vedere in giro per l'etere (almeno in questa forma del tutto personale): benvenuti, insomma, al primissimo appuntamento con il BLOGTOUR di NULLA SI DISTRUGGE.


Mi sembra già di sentirvi: "Ma che cazzo è un Blogtour? Dove sono i racconti? E le spogliarelliste?"
Calmi, ragazzi, calmi. Cal-mi.
Prima di tutto, niente spogliarelliste, il carico che avevo ordinato dall'Est-Europa è stato intercettato dai Servizi e contro-diretto in carcere da Corona per alleviare un pochetto la sua situazione profondamente critica. Secondo poi, adesso vi spiego nel dettaglio in cosa consiste(rà) questo appuntamento... e un paio di altre cosette interessanti.
Il Blogtour è una sorta di "format digitale" che presuppone una serie più o meno lunga di post su un blog, totalmente incentrati sulle diverse fasi di produzione, pubblicazione e promozione di un'opera d'arte (in quanto "metodo espressivo" così comunemente inteso, non iniziate a scassà 'o cazz).
E' un'operazione pubblicitaria, non credo abbia senso nasconderlo, già parecchio utilizzata all'estero, specialmente da autori autoprodotti come me, e che credo/spero stia prendendo piede anche qui in Italia; spesso il "format" del Blogtour viene ospitato su un blog che parla di letteratura, oppure che si occupa di recensioni letterarie, ma avendo io il mio blog personale ho pensato sarebbe stato più opportuno non andare a rompere le palle ad altra gente.
Detto questo, andiamo a descrivere in cosa consisterà il progetto in sé.
Il Blogtour di NULLA SI DISTRUGGE (il mio terzo libro, appena uscito, come ho detto QUI), si comporrà di 10 appuntamenti settimanali che andranno da questo lunedì fino al 13 aprile: in ciascuno di essi, un post si occuperà di trattare un argomento specifico (copertina, scelta del titolo, l'idea,, etc.etc.etc.), e per ciascuno di essi ci sarà una "colonna sonora" particolare adatta al tema... com'è ormai tradizione, perché sapete quanto apprezzi la musica e perché d'altra parte, hodecisocosìebbasta.

"Abbiamo capito di che cosa si tratta", direte voi, "ma perché proporre una cosa del genere?"
Perché stoppare i racconti per un mese e mezzo, perché perdere tempo a sviscerare il tuo stesso libro?
Beh, principalmente perché è una delle tecniche di promozione che incontra di più il mio gusto personale; invece di sperticarmi in una serie semi-infinita e ripetitiva di presentazioni fisiche a cui partecipano volta per volta 4-5 persone (moderatore compreso) con il Blogtour ho la possibilità di trattare, con calma e in modo ben approfondito, tutta la serie di passaggi che esistono prima e dopo la "semplice" stesura di un libro, rispondendo allo stesso tempo a tutte le domande che voi pruriginosi lettori non avete mai avuto il tempo o la voglia di fare a un autore.
Sì, insomma, seguendo il Blogtour molto probabilmente potrete capire diverse cose del libro senza avere l'immensa sfortuna di conoscermi di persona.
Un'opportunità che non sottovaluterei, fossi in voi.
Ci vuole tempo e concentrazione, per preparare bene e gestire un BlogTour, concetti che toccano la mia persona soltanto in occasione di particolari congiunture astronomiche, ma penso ne possa valere la pena... e penso anche che sia davvero qualcosa che possa andare molto oltre il semplice "farsi pubblicità".
In una piattaforma come il blog, in un format come questo, di volta in volta autore e lettore si possono confrontare apertamente e in totale libertà su un gran numero di aspetti che riguardano il mondo della scrittura: non c'è una scrivania che li separa, non ci sono microfoni, non ci sono palchi e (Dio grazie) non ci sono domande preimpostate.
Io mi apro a voi, e apro a voi quello che ho prodotto, e voi allo stesso tempo avete la possibilità di aprirvi a me. Dal mio punto di vista l'abbattimento delle futili barriere autore/lettore fa bene all'intero apparato dell'editoria, specialmente in un Paese di norma superficiale e più anti-culturale di quanto gli piaccia credere come il nostro.
Questo contatto così potenzialmente profondo tra autore e lettore è una realtà fattibile ora come ora soltanto nell'industria "self", ma che sinceramente spero davvero arrivi a contaminare con la forza di un Ebola l'editoria classica; il sottobosco indipendente, incredibilmente fitto da quando internet e i social network hanno conquistato il mondo, DEVE insegnare qualcosa alla sua controparte più celebre e conosciuta, e forse le tecniche di promozione pubblicitaria possono essere un buon campo d'inizio.
Forse. Spero.
Perché altrimenti qui si continua a farsi le seghe a vicenda tra noi che nell'indipendente ci si crede davvero. O, per meglio dire, le cose continueranno a non cambiare mai.


Penso di avervi detto tutto quello che c'era da sapere per poter iniziare questo nostro "viaggio".
Noi ci risentiamo tra una settimana esatta, con il secondo appuntamento del BlogTour, che parlerà di come sono giunto a decidere di voler far uscire NULLA SI DISTRUGGE come mio secondo/terzo lavoro.
Una domanda a cui, sono certo, cercherete risposta senza dormirci per tutta la settimana.
Per oggi è tutto: vi lascio con il caro, vecchio, Iggy Pop e la sua "The Passenger".


Che dite, crea il "mood" giusto?


Simone


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