lunedì 4 novembre 2013

LUCCA COMICS&GAMES 2013: ritrovarsi tra la folla

Un cordiale saluto, cyber-sailors!
Come ve la passate? Stanchi, assonnati e senza voglia di vivere come in un qualsiasi altro lunedì?
Già, pure io.
Ma, sorpresa sorpresa, questo NON È un semplice lunedì, un lunedì qualunque.
È lunedì 4 novembre… il lunedì dopo la fiera di Lucca Comics&Games!
Quindi, come “promesso” nell’ultimo LA PUBBLICITÀ, È L’ICORE DEL COMMERCIO, andrò a parlarvi un po’ di com’è andata questa mia ennesima trasferta lucchese.
Pronti?
Andiamo!

Iniziamo con una rapida panoramica della mia “avventura”.
Come negli ultimi quattro anni, io e la mia cara combriccola di nerdesaltati siamo partiti giovedì 31 ottobre, verso le 5.00 del mattino. Solita sosta all’autogrill di Sant’Ilario per la colazione, soliti discorsi carichi di aspettative, soliti AC/DC ad accompagnare lo scorrere apparentemente eterno dei chilometri:
tutto perfetto! E girare per la fiera, giovedì, è stato semplicemente fantastico!
Davvero, non ricordo di aver mai avuto, nei quattro giorni in cui si svolge Lucca Comics&Games, la possibilità di muovermi con tanta facilità e tranquillità: nel solo primo giorno, ho fatto sostanzialmente tutti i miei acquisti e visitato la maggior parte della fiera riguardante i fumetti.
Venerdì, al contrario, ha visto l’afflusso di partecipanti incrementare esponenzialmente ma, grazie al tempo comunque sereno, c’era la possibilità di muoversi e, nel caso, di effettuare qualche nuovo acquisto… almeno la mattina! Il pomeriggio, infatti, la maggior parte delle aree era straripante di gente: io e il mio gruppo abbiamo persino rinunciato a visitare l’area “Games”, visto il casino assolutamente ingestibile nel quale prometteva di farci finire.
E quindi, arriviamo a sabato… beh, penso diversi di voi siano già stati in fiera il sabato (o la domenica), così come penso altrettanti l’abbiano già sperimentata sotto la pioggia.
Provate a unire le due cose.
Sì, Lucca Comics&Games + fine settimana + pioggia= la cosa più simile all’Inferno in terra.
Penso di avere passato più tempo nei vari locali di piazza Napoleone, che all’interno di qualsiasi stand: le strade erano più che soltanto affollate, e sotto gli enormi gazebo si faticava addirittura a respirare. Una giornata persona, insomma, non fosse stato per le mostre al Palazzo Ducale… come sempre semplicemente stupende.
Come per chiunque, credo il più l’ha fatto la compagnia.
La fiera è un appuntamento che, nonostante la fatica fisica che comporta, rimane nella nostra mente e nei nostri cuori tutto l’anno, regalandoci momenti incredibili e semplicemente “eterni”: davvero, se hai un qualsiasi interesse tra videogiochi, fumetti, cartoni animati e/o libri non partecipare almeno una volta a Lucca Comics&Games è un delitto.
Sul serio, una specie di assurdo suicidio culturale. Non fatelo.
(E, per inciso, sono contento che ogni anno si uniscano al nostro gruppo di amici qualcuno che non è mai venuto! Rende il tutto stupefacente anche per i “veterani”!)

Passiamo a parlare degli acquisti, quindi.
A differenza dell’anno scorso (in cui, beh, avevo uno stipendio fisso), quest’anno il mio budget personale era ridotto di molto, così ho dovuto puntare su due principali fattori: il mio reale interesse e la presenza di sconto. Dio benedica gli sconti, anche se quest’anno ne ho visti molti meno del solito.
La lista della spesa, infine, ammonta a 8 volumi a fumetti, 2 libri, un portfolio e un’action figures (mercato nel quale mi sono buttato un paio di anni fa… ma mooolto tranquillamente!).
I fumetti comprendono “Black Dossier” della Lega degli Straordinari Gentleman (BAO), “Nemo: Cuore di Ghiaccio” (BAO), “La casta dei Metabaroni” (MagicPress), “Creature della notte” (MagicPress), “Avengers: guerra senza fine” (Panicomics), “Bentornato, Frank” (Paninicomics) e la saga completa di “Atomika” (Mercurycomics).
I due libri sono rispettivamente, “L’oceano in fondo al sentiero” di Neil Gaiman e la riedizione del primo libro-game della serie “Lupo Solitario” (sul quale sono anche riuscito a stampare la bella firmona di Joe Dever in persona!); l’action figures, invece, è un bel diorama della Donna Ragno che combatte tre soldati dell’Hydra: sono stato indeciso fino all’ultimo, e l’ho quasi rimpiazzata con un Capitan America (versione Bucky Barnes e quindi molto più fica), ma poi ho pensato che all’Iron Man e al Gufo Notturno che prendono polvere sulle mensole di camera mia, servisse un tocco di femminilità.
Ah, sì, il portfolio!
Si tratta dell’ultimo dell’autore romano Gabriele dell’Otto, e s’intitola “Widevisions”.
Vi prego, non fatemene parlare, perché ogni commento in merito ai 10 disegni a 35 euro è superfluo.

Ma, al di là degli acquisti, e anche dei bei momenti con le persone che mi hanno accompagnato, quest’edizione di Lucca Comics&Games mi ha lasciato (e senza dover pagare, per una volta tanto!) una serie di riflessioni personali: su di me, su quello che sto facendo o cercando di fare e su quello che voglio davvero, in questo momento della mia vita.
(Sì, si entra in modalità “filosofia spicciola et banalità varia”, quindi se davvero non siete interessati, fermatevi pure qui.)
Il discorso parte da lontano. Ovvero dalla scorsa fiera: avevo finito il corso di sceneggiatura da poco più di un annetto, e stavo iniziando le mie primissime collaborazioni.
Entravo in fiera, quindi, con la convinzione di essere un “giovane virgulto” del panorama fumettistico, un gradino più su di tutti gli altri partecipanti, cercando con ansia crescente le personalità che avevo conosciuto di persona fino a quel momento: dal punto di vista personale, avevo finito per vivermela male, perché mi aspettavo di intavolare con loro discorsi e trattative per progetti futuri, più che convinto che a qualcuna delle suddette personalità interessasse davvero creare qualcosa assieme a me per il modo in cui scrivo e per la persona che sono.
E non perché servono schiavi da sfruttare.
Dodici mesi dopo, di questi fantomatici progetti non se n’è realizzato nemmeno uno. Nemmeno-uno. Anzi, le stesse personalità dalle cui labbra pendevo la scorsa fiera, si sono rivelate semplicemente per quello che sono: sedicenti professionisti interessati unicamente a se stessi.
Il comportamento di queste persone nei miei confronti mi ha spinto a chiedermi se davvero ho bisogno di loro, e se davvero voglio diventare, come loro.
A conti fatti, quello che sto facendo ora e che mi sta dando più soddisfazione non ha nulla a che vedere con nessuno… se non con me e le persone che mi stanno vicine.
E sapete una cosa? Sfanculando qualsiasi altro pensiero, concentrandomi proprio su questa ristretta cerchia di persone e su quello che sto facendo e mi rende felice, sono tornato a godermi la fiera esattamente come ho fatto 3/4 anni fa.
Sinceramente, spero che trasferendo questo modo di fare nella vita quotidiana e all’interno della mia “carriera”, ne riesca a trarre lo stesso giovamento… in culo a quanti potranno definirmi “privo di iniziativa”.
L’arte non è un concorso di bellezza, mettetevelo in testa.
Cazzo, forse è l’unico aspetto delle nostre vite che non lo è ancora.

A presto, con un nuovo post, oppure con il nuovissimo racconto breve, miei cari cyber-sailors!
A voi, per finire, una delle canzoni che Cristina d'Avena e i Gem Boy hanno regalato ai 15mila fan appostati sotto il palco sulle mura di Lucca, sabato sera.
Sì, c'ero anche io, ovviamente!

Simone

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